3 Aprile 2025

Che fine ha fatto Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico “fuori dal coro”?

By pardino

Antonino Zichichi, classe 1929, è una di quelle figure popolari della scienza che entrano subito nella memoria collettiva di un Paese come il nostro. Fisico di fama internazionale, divulgatore e accademico, è uno di quegli scienziati senza peli sulla lingua che ha sempre diffuso le sue conoscenze scientifiche più per passione che per beceri intenti di popolarità televisiva (come purtroppo accade spesso di recente…).

A Palermo, dopo aver completato gli studi, muoverà i primi passi nel mondo della fisica, dove si concentrerà sullo studio della fisica delle particelle. In seguito, lavorerà in istituzioni a dir poco prestigiose come il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra, dove nel 1965 ha addirittura guidato il gruppo di ricerca che ha osservato per la prima volta l’antideutone, una scoperta incredibile per la fisica. Per decenni ha insegnato all’Università di Bologna ed è stato un punto di riferimento nella fisica sperimentale, contribuendo alla realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Ma è come divulgatore scientifico che Zichichi ha trovato la sua popolarità, grazie al suo stile comunicativo unico e decisamente affascinante e ad una espressività a tratti teatrale, riuscendo a conquistarsi un posto nel cuore del grande pubblico attraverso libri, conferenze e apparizioni televisive.

Nonostante tutta questa popolarità, recentemente Zichichi non è più associato al suo grande ingegno ma piuttosto a delle sue posizion, diciamo così, un po’ controverse. La sua ferma opposizione alla teoria darwiniana dell’evoluzione, ad esempio, che ha definito priva di una solida base matematica, e il suo scetticismo nei confronti del legame tra attività umana e cambiamento climatico lo hanno reso un personaggio scomodo per l’attuale pensiero scientifico. Da circa 25 anni, infatti, Zichichi continua a sollevare dubbi sul fatto che l’uomo sia responsabile dell’attuale riscaldamento globale perché, secondo le sue ricerche, sarebbe il Sole il principale responsabile delle variazioni climatiche, e non le emissioni di gas serra prodotte dall’attività industriale e dai combustibili fossili. Più di una volta si è trovato a criticare i modelli climatici utilizzati dagli scienziati, sostenendo che contengano troppe variabili libere e che non siano affidabili.

Nel 2019, con l’ascesa mediatica di Greta Thunberg, ha ribadito la sua posizione, continuando a sostenere la fallacità dei modelli matematici presentati dagli esperti. Questa sua posizione così “fuori dal coro” lo ha (ovviamente) messo in contrasto con la stragrande maggioranza della comunità scientifica e ad oggi, nonostante sia un personaggio piuttosto attivo nel dibattito pubblico, è stato messo un po’ in disparte da tutti gli scienziati cosiddetti mainstream.

Oggi, all’età di 95 anni, la figura di Antonino Zichichi divide il mondo della fisica e non solo: c’è chi lo considera un grande scienziato che ha dato tanto e che ha ancora molto da dare alla sua scienza e chi lo vede come un intellettuale ancorato a posizioni ormai superate.